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Calibri standard vs. calibri di manifattura

30.11.2016 di
30.11.2016 di

Quando il Gruppo Swatch annunciò una riduzione (ma non un’interruzione) della fornitura di movimenti ETA a marche orologiere che non fanno parte della loro cerchia, si percepì panico laddove vigeva un certo grado di dipendenza da questi calibri. Senza voler trascorrere troppo tempo ad analizzare ciò che accadde successivamente, basta dire che alcuni marchi decisero di sviluppare e produrre movimenti di fabbricazione propria.

Fornitori terzi di movimenti non appartenenti al Gruppo Swatch (Sellita, Soprod, ecc.) colsero l’occasione ed assistettero così a una crescita enorme e costante delle loro vendite. I marchi del Gruppo Richemont, ad esempio, iniziarono sia a costruire movimenti propri (IWC, Panerai) che a ricorrere a fornitori quali Sellita per assicurarsi una costante scorta di calibri. Un marchio come Jaeger-LeCoultre sviluppa e fabbrica da sempre i movimenti nelle proprie officine e continua a rifornire anche altre case orologiere, come Audemars Piguet.

 

 

Anche all’interno del Gruppo Swatch bisogna distinguere tra marchi che utilizzano i propri movimenti ETA da altri che sviluppano i propri movimenti (la produzione spesso avviene in una delle fabbriche di ETA). Marchi del Gruppo Swatch come Certina, Tissot e Longines utilizzano movimenti ETA, che in alcuni casi possono essere esclusivi di un marchio, mentre Omega, Blancpain e Breguet puntano sullo sviluppo e sulla produzione propria.

Rolex ha impiegato i propri movimenti per lungo tempo, fatta eccezione per il Daytona Chronograph, che prima del 2000 non è mai stato animato da un calibro di manifattura ma da Zenith e Valjoux. A partire da aprile 2015, l’affiliata Tudor ha iniziato a dotare alcuni modelli di movimenti di manifattura, ma per la maggior parte dei suoi orologi deve fare ancora affidamento su ETA.

Un altro esempio interessante è Zenith, una delle prime aziende che nel 1969 introdusse un movimento cronografo automatico. Zenith è conosciuta per i suoi calibri El Primero, che vengono forniti anche a molti altri marchi (Rolex, Ebel, TAG Heuer, ecc.). Quando questa ditta orologiera lanciò il nuovo Pilot qualche anno fa, decise di dotarlo di un Sellita. Appena però si sparse la voce, questa decisione fu rivista in un batter d’occhio.

Ma ci sono state due aziende che non hanno fatto in tempo ad arginare i danni. Una di esse è grande e famosa per i cronografi da corse automobilistiche e per aver utilizzato il design di un cronografo giapponese come base per il proprio calibro “di manifattura”, senza però giustificare questa decisione con la dovuta trasparenza. L’altra è piccola e dichiarò di utilizzare un movimento di manifattura quando in realtà si trattava di un La Joux-Perret, di proprietà Citizen. Quando alcuni esperti collezionisti scoprirono la truffa, l’azienda dichiarò che si trattasse di un malinteso.

 

Longines Master Chronograph

Longines Master Chronograph, Foto: Auctionata

 

Alcuni marchi hanno ripetutamente affermato di impiegare movimenti di manifattura per i propri orologi. Altri invece, come Longines, dichiarano esplicitamente di non utilizzare calibri propri bensì della casa ETA, motivo per cui sono rimasti dei “marchi accessibili”.

Benvenuti quindi nel covo dei serpenti dei movimenti meccanici. Siete confusi? Non ce n’è bisogno! L’unica cosa che bisogna chiedersi è: un movimento di manifattura è veramente migliore di uno proveniente da un fornitore esterno? La risposta più corta e semplice è: no, un movimento di manifattura non è un sigillo di qualità o per definizione ciò che giustifica un prezzo più elevato.

Un movimento di manifattura potrebbe rendere il marchio più interessante, dimostrando che possiede conoscenze necessarie e qualità tecniche. Lo svantaggio di un movimento nuovo prodotto da Omega, IWC, Breitling o Tudor è dato per esempio da possibili difetti nelle prime generazioni dei calibri, mentre un affidabile ETA2892-A2 d’altro canto gode di una storia di successi sin dal 1982. Bisogna decidere cosa sia più importante. In ogni caso sarebbe saggio informarsi sul movimento che anima l’orologio scelto e scoprire se ci sono stati difetti o problemi con la qualità del prodotto in passato. Di solito non trascorre molto tempo finché movimenti difettosi o disturbi ricorrenti vengano discussi nei fori e blog specializzati.

 

A. Lange & Söhne Lange 1

A. Lange & Söhne Lange 1, Foto: Auctionata

 

Una casa orologiera come A. Lange & Söhne del Gruppo Richemont è un esempio di azienda per la quale i movimenti giocano un ruolo talmente importante da diventare un motivo di acquisto di uno dei loro segnatempo.

Un ultimo aspetto riguarda i movimenti prodotti in Giappone, contrapposti a quelli svizzeri o tedeschi. Alcuni marchi più piccoli tendono a preferire calibri Mioyta (Citizen) o TMI (Seiko), non solo per il fatto che questi movimenti siano più economici e facili da ottenere, ma anche per la qualità che offrono. Un calibro prodotto in Svizzera o in Germania non significa automaticamente che si tratti di un prodotto migliore o che le controparti giapponesi siano realizzate con meno impegno e orgoglio. Un marchio come Seiko utilizza i propri calibri di manifattura Grand Seiko e Credor, movimenti altamente rispettati anche in Svizzera.

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