11.05.2021
 8 minuti

5 orologi indistruttibili per situazioni estreme

di Tim Breining
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Sub professionisti, piloti da combattimento, avventurieri o semplicemente amanti di orologi pratici: sono tutti accomunati dalla passione per i segnatempo particolarmente robusti. Negli ultimi anni sono stati soprattutto i modelli da immersione e da pilota a godere di particolare successo. E a molti che li indossano non interessa se le funzioni per le quali sono stati ideati verranno utilizzate o meno.

Queste funzioni non sono solo pratiche e affascinanti, ma possono essere misurate in numeri e paragonate. A chi non piacerebbe indossare l’orologio più robusto, più impermeabile e più resistente agli urti? Non importa affatto se poi vengono utilizzati in contesti estremi – come un volo acrobatico o un’immersione in saturazione – o solamente in ufficio.

Refined and indestructible: the Rolex Sea-Dweller Deepsea
Raffinato ed indistruttibile: il Rolex Sea-Dweller Deepsea.

È vero che gli appassionati di orologi amano parlare dei dettagli tecnici dei loro segnatempo, ma siamo onesti: non sempre sanno con esattezza cosa significhino determinate specifiche o quali implicazioni concrete facciano sì che l’orologio riceva il grado di robustezza dichiarato. Lo stesso vale per definizioni come “orologio subacqueo”, “orologio sportivo” o “orologio da pilota”. Come si può sapere quali proprietà e garanzie sono collegate a questi concetti? E cosa ci si può aspettare veramente da un orologio simile? Questi cinque esempi potrebbero aiutarvi a capire cosa si cela dietro alle varie definizioni.

1. Rolex Sea-Dweller Deepsea: il diver per eccellenza

La categoria degli orologi subacquei è talmente generica che non basta presentare un modello per capire questa tecnologia così complessa. Per avere un’idea di un’architettura piuttosto convenzionale, si può prendere come esempio il Sea-Dweller Deepsea di Rolex con la sua impermeabilità di ben 3900 m. Eppure le sue impressionanti specifiche sono tutt’altro che convenzionali.

La variante più semplice della resistenza all’acqua è la protezione dagli spruzzi, una proprietà che fa sì che l’acqua non penetri nella cassa. A questo scopo, gli orologiai montano delle guarnizioni che isolano gli spazi vuoti, per esempio in prossimità della corona o nei punti che necessitano tolleranza (come nel punto di contatto tra fondello e cassa). In tutto ciò l’orologio può ancora conservare l’estetica di un elegante dress watch e può fare a meno della corona a vite. Superata però una pressione oltre i 5 bar, questo tipo di protezione cessa di adempiere al suo scopo e non può ammortizzare i picchi di pressione che si verificano, ad esempio, quando l’oggetto impatta sulla superficie dell’acqua. Ecco perché un orologio può essere definito subacqueo solo a partire da una resistenza pari a 20 bar.

New Rolex Deepsea Image Rolex
Anche sull’asciutto il Rolex Sea-Dweller Deepsea è un orologio di gran classe.

Robustezza ed eleganza: l’insolito vetro del Rolex Sea-Dweller Deepsea

I sub che si avventurano in profondità ulteriori corrono tuttavia il rischio di danneggiare un diver convenzionale, poiché il vetro o il fondello possono iniziare a deformarsi. Ecco perché gli orologi con impermeabilità avanzata non possono che presentare un’esecuzione massiccia, che presuppone uno spessore molto elevato. Il vetro è solitamente bombato, un elemento presente anche sul Sea Dweller Deepsea: questa forma non ha fini estetici ma contribuisce a dare più stabilità. Questo è inoltre il motivo per cui lo storico Rolex Deepsea Special era provvisto di un vetro semisferico.

Oltre alla protezione dalle infiltrazioni e alla resistenza alle pressioni elevate, è la valvola dell’elio ad essere un altro elemento essenziale degli orologi subacquei da prestazioni estreme. Essa è responsabile della fuoriuscita dell’elio e risolve un problema tipico delle immersioni in saturazione. Questa funzione è stata presentata per la prima volta nel 1969 da Doxa e nel 1971 da Rolex sul Sea-Dweller.

2. Christopher Ward C65 Super Compressor: un modello anticonvenzionale con carattere vintage

Il cosiddetto Super Compressor è un modello meno convenzionale in ambito diver. Al posto del fondello massiccio che previene le deformazioni, l’orologio sfrutta appositamente l’elasticità di una molla, che con l’aumento di pressione spinge il fondello verso una guarnizione. Ecco che l’impermeabilità aumenta con il progredire della profondità, fino ad arrivare ad un ambito prestabilito. Questo meccanismo di compressione della cassa spiega anche il nome dell’orologio. Dagli anni ’50 agli anni ’70 il C65 Super Compressor è stato messo in dotazione a numerose marche importanti da parte del produttore di casse Ervin Piquerez SA. Dopo oltre cinque decenni, la marca Christopher Ward ha di nuovo lanciato un orologio con questa tecnologia. Sfortunatamente il C65 è progettato solo per 15 bar, ma è tuttavia un esempio importante di un concetto di fabbricazione ormai caduto in disuso.

3.Pita Barcelona Oceana: un diver rivoluzionario?

Un concetto radicale e nuovo nell’ambito degli orologi subacquei viene praticato nelle officine di Aniceto Jiménez Pita, orologiaio della AHCI con sede a Barcellona. L’Oceana di Pita raggiunge profondità di 5.000 m ovvero 500 bar e può essere impostato anche durante le immersioni. La manifattura spagnola mette a punto queste incredibili prestazioni isolando completamente il meccanismo dell’orologio. La corona e i pulsanti non devono essere sigillati ermeticamente perché sono completamente assenti: al loro posto, delle calamite trasmettono la rotazione del fondello all’interno dell’orologio. A questo scopo è stato necessario modificare completamente il meccanismo di carica e di impostazione del movimento di base ETA; inoltre si è dovuto proteggere le componenti sensibili dai campi magnetici provenienti dal modulo posteriore.

Orologi subacquei collaudati: cosa è importante osservare in fase di acquisto?

Se tutte queste tecnologie e metodi di fabbricazione vi fanno perdere l’orientamento, allora vi consiglio di affidarvi ai sigilli di garanzia, che mostrano quali prestazioni l’orologio deve poter adempiere. Ma che valore ha per l’acquirente la semplice definizione di “orologio subacqueo” sapendo che sotto questa categoria ricadono tantissimi modelli, da quelli con semplice estetica diver ai segnatempo sovradimensionati e pressoché infrangibili?

Qui possono aiutare le norme, sia quelle nazionali che quelle internazionali. In Germania, la norma per gli orologi subacquei è la DIN 8306; quella internazionale è la ISO 6425. Se un produttore mette a disposizione un orologio subacqueo con riferimento alla certificazione di questi standard, l’acquirente può fare affidamento sul fatto che le proprietà specificate in questa norma sono garantite, il che a sua volta è confermato dagli istituti indipendenti responsabili della verifica di un prodotto specifico.

Oltre a una determinata resistenza alla pressione, la DIN 8306 garantisce anche la resistenza del bracciale, le proprietà antimagnetiche, le proprietà della lunetta girevole e la leggibilità. Tuttavia, lo standard minimo in termini di resistenza all’acqua di questa norma è di “soli” 20 bar. Inoltre, un modello che non fa riferimento ad alcuna norma può resistere a pressioni ben più elevate. In questi casi, l’acquirente deve affidarsi alle specifiche e alle dichiarazioni del produttore e deve saper discernere tra promesse di marketing e realtà tecnica. Detto in altri termini: una norma garantisce standard minimi, affidabili e ben definiti, ma al contempo non può garantire che un orologio non certificato sia inferiore a un orologio certificato!

Well-made diving watches like the Omega Seamaster almost always meet ISO 6425 standards.
La maggior parte dei diver convenzionali, come l’ Omega Seamaster, sono certificati secondo la norma ISO 6425.

4. L’orologio da pilota più resistente agli urti: l’IWC Big Pilot’s XPL Concept

Alcune settimane fa, nel corso di Watches & Wonders, IWC ha presentato un notevole concept watch che eleva ai massimi livelli il concetto di resistenza agli urti e che al contempo è classificato come un orologio da pilota. È anche un’ottima opportunità per dare uno sguardo ai principi di questo tipo di resistenza e per analizzare il suo ruolo negli orologi da aviazione. Questo segnatempo è stato realizzato, secondo le dichiarazioni di IWC, in un periodo di otto anni e non è un pezzo unico (come si potrebbe presumere dal nome) ma verrà immesso sul mercato con un volume produttivo di dieci modelli all’anno.

La resistenza agli urti è l’elemento principale dell’XPL Concept: IWC ha dichiarato un valore di incredibili 30.000 g. Prima di andare a vedere come l’XPL Concept sia capace di raggiungere un tale livello, sarebbe lecito spiegare cosa si cela dietro una tale architettura. Può sembrare eccessivo voler ottenere una cassa che resiste 30.000 volte alla gravità terrestre, visto che fisicamente un pilota da combattimento può al massimo resistere a 9 g.

IWC presented an extremely durable concept watch at Watches and Wonders 2021.
A Watches & Wonders 2021, IWC ha presentato un concept watch estremamente robusto.

Ma in realtà un orologio con resistenza agli urti pari a 9 g non sarebbe molto pratico nella vita quotidiana, e non parlo della vita quotidiana di un pilota da caccia. Quando sentiamo di accelerazioni nell’unità g, pensiamo solitamente a un volo acrobatico o alle montagne russe. Tuttavia non dobbiamo dimenticare gli impatti, che si verificano a delle accelerazioni incomparabilmente più elevate. Un forte impatto o una caduta altro non sono che una decelerazione a 0 nel più breve tempo possibile, e i valori di accelerazione che ne conseguono sono piuttosto violenti.

Se un oggetto duro cade su una superficie altrettanto dura, nella frazione di un secondo dall’impatto possono facilmente verificarsi accelerazioni pari a diverse migliaia di g. Diversi esperimenti hanno dimostrato, ad esempio, che anche uno smartphone deve saper resistere ad un picco di oltre 400 g quando cade a terra. Ecco che i 30.000 g dell’XPL Concept sembrano già un po’ meno esagerati.

Un vero duro: il nuovo modello multifunzione di IWC

Anche gli orologi meccanici devono far fronte a delle simili accelerazioni, devono quindi soddisfare due requisiti: in primo luogo, gli urti non possono avere un’influenza eccessiva sull’andamento e, in secondo luogo, il movimento non deve presentare danni permanenti. Le forze che si verificano durante gli urti dipendono principalmente dalla massa e dalla rigidità del posizionamento dei componenti installati. I tipici colli di bottiglia per quanto riguarda la resistenza agli urti sono i perni del bilanciere, che devono presentare un diametro possibilmente ridotto per minimizzare l’attrito. Il classico ammortizzatore, che tramite una molla dona elasticità e non rigidità alle parti, allunga nel tempo l’energia dell’impatto. Quindi, anche se il movimento viene investito dalla stessa energia di impatto, le forze di picco vengono ridotte significativamente.

Con l’XPL Concept, IWC applica questo concetto a tutto il movimento, che non è più fissato alla cassa ma che si trova in uno stato sospeso grazie ad una molla in vetro metallico (bulk metallic glass). Questi materiali hanno eccellenti proprietà elastiche, ed è per questo che i vetri metallici sono utilizzati anche nelle mazze da golf.

Tramite questa architettura, le forze di accelerazione che avvengono durante un impatto agiscono solo sulla rigidità della cassa, mentre il movimento completamente ammortizzato subisce degli effetti di accelerazione decisamente inferiori. Le forze vengono ridotte ulteriormente poiché, per le componenti interessate, IWC impiega materiali ultraleggeri come il titanio e l’alluminio.

5. Sinn 103 Ti UTC IFR: il precursore degli orologi da aviazione

Sinn created new industry standards with watches like the 103 Ti UTC IFR
Con modelli come il 103 Ti UTC IFR, Sinn ha dato vita alla norma DIN 8330 per gli orologi da pilota.

Sarebbe ingiusto non menzionare Sinn quando si tratta di specifiche e tecnologie legate agli orologi da pilota. In questo caso si tratta di una marca particolarmente importante perché ha contribuito alla creazione della norma DIN 8330. Purtroppo in questo caso non esiste una norma equivalente a livello internazionale come nel caso degli orologi subacquei. Ma essendo Sinn una marca tipicamente tedesca, in questo caso dovremo limitarci a uno standard applicato solo in Germania.

Il 103 Ti UTC IFR è uno dei primi modelli di Sinn che segue gli standard imposti dalla norma DIN 8330 e che possiede una tale certificazione. In precedenza, in collaborazione con un’università e altre aziende, Sinn aveva già istituito una specifica per gli orologi da pilota di nome TESTAF, finché in collaborazione con Laco, Hanhart, Stowa, Glashütte Original e Lufthansa Cargo è stata stabilita la norma DIN.

Questa norma è stata elaborata tenendo conto dei regolamenti dell’industria aeronautica e degli standard militari internazionali. I requisiti richiesti sono quindi molto severi ed esaustivi. Per esempio, non solo gli urti non devono compromettere il funzionamento corretto, ma bisogna inoltre assicurarsi che l’orologio non comprometta o non interferisca con l’elettronica di bordo. Il requisito prevede che, in caso di guasto degli strumenti di bordo, l’orologio da pilota possa fungere da affidabile strumento sostitutivo, mentre non deve mai interferire o ostacolare durante il funzionamento regolare degli altri strumenti.

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Ho cominciato ad interessarmi di orologi più o meno nel 2014, durante i miei studi di ingegneria. Con il tempo, la curiosità iniziale si è trasformata in passione. Dato …

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