04/03/2024
 6 minuti

Orologi tributo: vere alternative o mere imitazioni?

di Tim Breining
Audemars-Piguet-Royal-Oak-Blue-Dial-2-1

Alla scoperta degli orologi tributo

Gli orologi dal design ispirato a icone particolarmente richieste ed esclusive sono sulla bocca di tutti. Se il numero degli emulatori di Rolex continua a non conoscere rivali, assistiamo costantemente anche a nuove marche che vogliono farsi strada tra i segnatempo sportivi in acciaio con bracciale integrato, segmento dominato dall’Audemars Piguet Royal Oak e dal Patek Philippe Nautilus. Proprio come queste esclusive leggende, spesso sono tra i modelli più venduti delle rispettive marche. Tra i vari produttori troviamo sia quelli che non nascondono di aver tratto ispirazione da un modello ben preciso e non hanno problemi a dirlo, sia quelli che non commentano e lasciano ai potenziali clienti il compito di capire l’indiscutibile legame.

Il tema degli orologi tributo non divide solo i produttori ma anche gli appassionati di orologi. Alcuni la pensano esattamente come le marche che li realizzano e li considerano valide alternative a modelli rari e costosi grazie a cui acquirenti dal budget solitamente ridotto riescono a possedere un orologio simile a quello dei loro sogni. Altri invece scherniscono questo approccio e ritengono sfacciato, se non addirittura imbarazzante, copiare il design dei pionieri del settore.

The story of the Audemars Piguet Royal Oak began with the "Jumbo."
L’Audemars Piguet Royal Oak: un ambito modello fonte di ispirazione per numerosi orologi tributo.

Per questo abbiamo deciso di trattare più da vicino l’argomento mostrandovi alcuni esempi di orologi tributo sia economici che di lusso. Prima di iniziare ricordiamo che si tratta di un tema che non si può vedere in bianco o in nero: i giudizi sommari tendono infatti a semplificare troppo e non rendono giustizia alla realtà.

Orologi tributo: definizione e precisazione del termine

In primo luogo, è indispensabile chiarire che gli orologi tributo, o omaggio che dir si voglia, non hanno nulla a che vedere con le repliche. Inoltre, gli orologi tributo comprendono un’ampia gamma di orologi. Un orologio omaggio a prima vista può sembrare uguale al modello a cui si ispira, ma dal logo e dalle incisioni si capisce che non si sta spacciando per quello che non è. Un ottimo esempio di questo approccio è offerto dalla marca Steinhart, che ha reso omaggio a quasi tutti i modelli popolari di Rolex con delle proprie versioni, ma senza farne mistero e senza dare l’impressione di avere a che fare con i modelli originali.

Ci sono però anche design che interpretano il termine tributo in senso letterale: ossia come una manifestazione di ammirazione o riconoscenza che, soprattutto in ambito artistico, viene considerata un omaggio reverenziale a una grande opera e non una semplice copia. Nel mondo dell’orologeria, possiamo affermare che il miglior tributo arriva per lo più da quegli orologi che reinterpretano abilmente i tratti distintivi più significativi di un determinato segnatempo, senza però imitare completamente il design originale. Tra gli orologi sportivi in acciaio inossidabile troviamo numerosi esempi che riprendono chiaramente lo stile del Royal Oak e del Nautilus riproponendo i loro elementi chiave come la cassa dalla forma poligonale, le viti ben in vista e i bracciali integrati in acciaio, ma al contempo presentano anche una buona dose di originalità. Ne è un esempio la collezione Maurice Lacroix Aikon nella fascia entry-level che, per quanto a prima vista denoti una certa somiglianza con il Royal Oak, a uno sguardo più attento mostra tutta la sua unicità.

Maurice Lacroix Aikon
Il Maurice Lacroix Aikon.

Design copiato e inferiorità tecnica vanno di pari passo?

Gli orologi tributo tendono ad essere considerati di livello inferiore rispetto ai loro modelli di riferimento perché generalmente costano di meno e sono dotati di movimenti standard e casse meno elaborate. Navigando sui convenzionali marketplace online ci si imbatte in innumerevoli marche la cui intera gamma è costituita da mere copie di altri design. Diversi venditori online propongono, ad esempio, la marca Pagani Design, che imita non solo l’intero catalogo di Rolex ma anche numerosi modelli di Omega, Panerai e, naturalmente, il Royal Oak e il Nautilus. Al loro interno montano movimenti giapponesi o cinesi di basso livello. Esistono infinite marche come questa che contribuiscono a creare un’immagine negativa degli orologi tributo, considerati alla stregua di segnatempo di scarsa qualità volti a soddisfare soprattutto due criteri: assomigliare il più possibile agli originali e costare il meno possibile.

Tuttavia, la qualità delle finiture e il know-how orologiero non è una prerogativa solo degli originali. C’è una grande richiesta di orologi economici ma allo stesso tempo tecnicamente interessanti e prodotti con competenza tecnica. Pensiamo ad esempio al popolare Tissot PRX, il cui design si rifà anche al Tissot Seastar degli anni ’70 ma la cui reinterpretazione moderna riprende soprattutto il Royal Oak. Tissot propone ad un prezzo davvero allettante un modello dotato di calibro ETA Powermatic 80 con un’autonomia di 80 ore e di una cassa e un bracciale dalla squisita finitura lucida che gli sono valsi numerosi elogi dalla critica.

Available in various colors: the Tissot PRX Powermatic 80 (here in ice blue)
Il Tissot PRX: omaggio riuscito e campione di vendite.

Un altro mito da sfatare è quello del prezzo: non sempre si va al ribasso. Come esempio emblematico di omaggio in senso lato prendiamo il Czapek Antarctique, che ha un prezzo di listino superiore ai 20.000 euro e monta un esclusivo movimento con microrotore. L’Antarctique non ha quasi nessun dettaglio preso direttamente dal Nautilus o dal Royal Oak, eppure chi lo guarda capisce subito che si tratta di una collezione volutamente ispirata alle grandi icone sportive di lusso in acciaio. Non sorprende che l’Antarctique abbia conquistato subito gli appassionati, che ne hanno decretato il successo e per averlo si sono messi in lista d’attesa.

Czapek Antarctique
Il Czapek Antarctique.

Un tributo al tributo?

Nella lunga storia dell’orologeria non è sempre facile stabilire quale marca abbia introdotto un determinato elemento con quale modello e pertanto goda di un determinato diritto su di esso, ma ci sono dei casi in cui si capisce subito quale sia stato l’orologio di riferimento. Prendiamo l’esempio dell’appena citato Czapek Antarctique. Quando nel 2023 la marca britannica Christopher Ward ha lanciato il modello The Twelve, la sorprendente somiglianza con l’Antarctique ha suscitato scalpore tra gli appassionati. Con una breve ricerca si scopre però che lo stesso designer ha lavorato per entrambe le marche e che è proprio questo il motivo di tale somiglianza. Se è pur vero che questi due modelli mostrano molti più punti in comune di quanto non facciano il Royal Oak e il Nautilus, ricordiamo però che anche questi due sono nati dalla penna dello stesso designer e non è un caso che Patek Philippe abbia puntato su Gérald Genta, il cui valore era emerso presso il diretto concorrente Audemars Piguet. Eppure tutto questo non ha ostacolato la popolarità del Nautilus.

Christopher Ward The Twelve
Il Christopher Ward The Twelve.

Conclusioni

Le tendenze vanno e vengono, sia nel mondo della moda che in quello degli orologi. Le marche produttrici di modelli iconici e affermati cavalcano l’onda del successo e alla concorrenza non resta altro da fare che cercare di proporre alternative credibili nelle categorie attualmente più richieste. In un certo senso diventa quasi inevitabile che finiscano per essere considerate delle emulazioni, mentre il ruolo di pioniere resta all’icona di design tanto sognata dai suoi estimatori. Nella moda, invece, questo processo di imitazione di chi fa tendenza è diventato talmente normale che non se ne parla nemmeno.

Per quanto gli appassionati di orologi a volte giudichino negativamente il conformarsi a tendenze e design esistenti, i successi commerciali danno ragione a questa pratica. Siamo sinceri: non è già capitato anche a voi di cercare delle alternative al Royal Oak, al Nautilus e simili? Quanti sono gli articoli o i video dove si parla di “migliori alternative” o “alternative meno costose” a una determinata leggenda orologiera? Se ci fate caso, alla fin fine i modelli presentati su questi media non sono altro che segnatempo simili all’originale e, dunque, anche loro in un certo senso degli orologi tributo.

Non so come la pensiate sugli orologi tributo ma per quanto mi riguarda non ci trovo nulla di male né in caso di vaga somiglianza né quando sembra di essere davanti a delle copie. Tutti si rivolgono a un determinato gruppo di acquirenti e dubito fortemente che Rolex, Patek Philippe o Audemars Piguet perderanno anche un solo cliente per via di questi innumerevoli orologi economici, che a prima vista potrebbero essere scambiati per i loro segnatempo.


Sull'autore

Tim Breining

Ho cominciato ad interessarmi di orologi più o meno nel 2014, durante i miei studi di ingegneria. Con il tempo, la curiosità iniziale si è trasformata in passione. Dato …

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