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Gérald Genta: il grande maestro del design orologiero

Jorg Weppelink
06.12.2017
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Jorg Weppelink
06.12.2017

 

Iniziamo con una domanda: quanti nomi di designer orologieri conoscete? Due, forse tre, alcuni potrebbero arrivare a cinque. Nell’industria della moda, dell’arredamento e dell’automobile i designer sono diventati eroi celeberrimi. Lo stesso non può essere detto degli ideatori di orologi, sebbene ne esistano diversi. Il primo che viene in mente è quasi sempre Gérald Genta. Diamo uno sguardo ai design più famosi di Genta e scopriamo cosa lo rende un vero pioniere di questo ambito.

Gérald Genta nacque a Ginevra nel 1931. Dopo aver portato a termine la sua formazione da gioielliere e mastro orafo nel 1951, diede avvio ad una lunga carriera da designer nel 1952. Va detto che il product design di allora era completamente diverso da quello di oggi. La maggior parte dei designer non erano persone famose e molti marchi commissionavano il design direttamente ai fornitori. I produttori di casse, cinturini e altre componenti orologiere ingaggiavano i designer per concepire orologi interi o piccole parti, affinché li potessero sviluppare per le manifatture. Anche Genta iniziò a lavorare in modo analogo e i suoi guadagni si aggiravano intorno a soli 15 franchi svizzeri per ogni design realizzato.

 

I primi passi

 

Negli anni ’50, Gérald Genta riuscì a lavorare per la maggior parte dei marchi conosciuti e grazie alla molteplicità dei suoi design riuscì ad acquistare una certa fama. Uno dei marchi con cui collaborò era l’Universal Genève. Questo produttore lo incaricò di ideare il design del Polerouter, che fu introdotto nel 1954. Per accorciare i tempi di volo dall’Europa alla costa occidentale degli Stati Uniti, la compagnia aerea SAS (Scandinavian Airline System) aprì nuove rotte sopra il polo nord, abbreviando le distanze di diverse migliaia di chilometri. La Universal Genève fornì agli equipaggi di questi voli i modelli Polerouter, che resistevano ai forti campi magnetici della regione polare. L’orologio divenne il segnatempo ufficiale della SAS ed il primo orologio famoso concepito da Genta.

La prima azienda che propose un contratto a Genta fu Omega. Nel 1960, l’allora direttore creativo Pierre Moinat offrì a Gérald Genta una serie di contratti esclusivi finalizzati a collaborare con i fornitori di Omega che si occupavano di quadranti, casse e cinturini. Prima del 1960 Genta aveva già concepito diverse componenti per gli orologi di Omega, ma questo fu il suo primo contratto esclusivo. I modelli più famosi realizzati per Omega alla fine degli anni ’50 e all’inizio degli anni ’60 sono l’Omega Seamaster e l’Omega Constellation. Per quest’ultimo, Genta concepì diverse casse e quadranti.

Nel 1969 Genta decise di cambiare strada e diventare produttore di orologi — e non solo designer — chiamando il suo marchio Gérald Genta. Nel corso degli anni Genta riscontrò molto successo grazie alla realizzazione di diversi orologi unici, come il Minute Repeater del 1981 con movimento a carica automatica e cassa di 2,72 mm di spessore, oppure il Grande Sonnerie del 1994, l’orologio più complicato dell’epoca.

 

Autore dei “Grandi quattro” (oppure no?)

 

Il design orologiero più famoso di Gérald Genta era destinato ad una classica manifattura svizzera. Si tratta ovviamente del Royal Oak di Audemars Piguet. Nel 1969 il direttore esecutivo di Audemars Piguet, George Golay, chiese a Genta di ideare un orologio sportivo in acciaio completamente nuovo e impermeabile — e aveva solo un giorno per farlo. La leggenda narra che Genta ebbe l’illuminazione del celebre Royal Oak con cassa ispirata all’elmo da palombaro durante la notte. Ma il successo di questo orologio non fu affatto immediato. Quando venne introdotto nel 1972, molti lo ritenevano di dimensioni esagerate e il prezzo di 3.750 franchi svizzeri per un orologio in acciaio diede l’impressione che quelli di Audemars Piguet fossero diventati matti.

Quattro anni dopo l’introduzione dell’Audemars Royal Oak venne presentato il secondo orologio iconico di Genta. In occasione della fiera orologiera di Basilea del 1976, Patek Philippe introdusse il Nautilus. In un’intervista il famoso designer dichiarò di aver ideato questo orologio due anni prima, durante la stessa fiera di Basilea. Mentre osservava i rappresentanti di Patek Philippe a cena, Genta chiese al cameriere un pezzo di carta e una penna. Cinque minuti dopo il design del Nautilus era pronto. I dipendenti di Patek furono subito affascinati ed iniziarono a produrre dei prototipi che nel 1976 sarebbero culminati nel celebre orologio pronto per essere venduto al grande pubblico.

 

 

Lo stesso anno si assistette al lancio del terzo orologio di Genta famoso per il design straordinario. Al designer fu chiesto di modernizzare il già esistente IWC Ingenieur e nel 1976 la IWC presentò l’Ingenieur IWC SL. Questo era un orologio analogo al Royal Oak e al Nautilus, essendo anch’esso un modello sportivo con cinturino integrato.

Il suo diametro di 40 mm era di nuovo molto grande per gli standard dell’epoca. Il design dell’Ingenieur SL diventò celebre per la forma rotonda e l’impressionante assetto antimagnetico della cassa.

 

 

Per molti anni le persone furono convinte che Gérald Genta fosse responsabile del design del Vacheron Constantin 222 (il predecessore dell’Overseas). Questo completò il quartetto che molti appassionati di orologi definiscono “The Big Four” ovvero “I grandi quattro”. Ma come già detto, i designer di orologi erano piuttosto anonimi nel loro operato. Sebbene non fosse stato la mente creativa dietro al 222, Genta non ha neanche mai smentito la sua partecipazione a questo progetto. Vacheron Constantin confermò molti anni dopo che il vero designer di questo orologio era Jörg Hysek.

I grandi quattro sono quindi un trio di orologi concepiti da Gérald Genta, che non furono particolarmente apprezzati dopo la loro introduzione. Questo fu in particolare dovuto al fatto che Genta optò per forme poco convenzionali, per casse più grandi e che il prezzo degli orologi era molto elevato. Presentati in un periodo in cui l’intera industria orologiera stava risentendo della crisi del quarzo, pochi erano pronti a spendere una cifra enorme per un orologio sportivo in acciaio dall’aspetto rivoluzionario e dalle misure più grandi della norma. Eppure la storia prese una piega diversa.

 

Da dipendente a personaggio famoso

Patek Philippe Nautilus Chronograph

Patek Philippe Nautilus Chronograph, Foto: © Bert Buijsrogge

 

Lo stesso paese che introdusse gli orologi al quarzo contribuì a rendere celebre il personaggio di Genta. I collezionisti di orologi giapponesi volevano a tutti i costi conoscere il vero ideatore del Royal Oak, un orologio da loro molto apprezzato. Fu allora che il nome Genta comparve nei canali di informazione. I marchi non volevano mai puntare i riflettori sui designer responsabili dei loro orologi, ma quando corse voce che Genta avesse concepito il Royal Oak ed il Nautilus, anche IWC rivelò la vera identità dell’autore dell’Ingenieur. Non è poi così sorprendente se si guardano con attenzione i tre modelli.

In parole povere, Genta inventò tre design con lo stesso spirito, ma ognuno con una forma particolare: l’ottagono del Royal Oak, l’oblò del Nautilus e il tondo dell’Ingenieur. Una mossa molto abile che sfrutta il principio delle forme diverse mantenendo però inalterato il tipico stile di Genta.

 

Dopo i Grandi tre

 

Dopo aver concepito i tre iconici design sportivi, Genta si cimentò nello sviluppo di design altrettanto iconici ma meno sportivi. Nel 1977, Bulgari introdusse il modello Bulgari Bulgari ideato da Genta. L’orologio era già stato lanciato nel 1957. Genta apportò solo lievi modifiche al design, un’azione che fece scalpore. L’estetica dell’orologio era originariamente ispirata alle antiche monete romane. Genta introdusse per questo modello un tratto particolare: la doppia scritta della marca sulla lunetta. Il fatto che quest’orologio sia tuttora il fiore all’occhiello della collezione Bulgari dimostra due cose: primo, che Genta aveva occhio per un design nuovo e all’avanguardia, secondo che la famiglia Bulgari fu molto coraggiosa nel lanciare questo modello.

Un altro orologio che fa parte del repertorio di Genta è il Pasha de Cartier. Louis Cartier creò il primissimo Cartier Pasha nel 1932 per il sultano di Marrakech. Si trattava di uno dei primi orologi impermeabili in assoluto, ideato perché il sultano desiderava indossarlo al polso mentre nuotava. Nel 1985 fu chiesto a Genta di modernizzare il design. Fino ad oggi, il suo design è stato celebrato come quello che contribuì a rendere il Pasha un pezzo di orologeria contemporanea che non ha perso la sua estetica caratteristica.

Nel corso degli anni Genta continuò a sviluppare orologi per il proprio marchio, finché nel 1998 decise di venderlo alla società The Hour Glass Group di Singapore. Nel 2000, Bulgari rilevò l’azienda e nel 2010 integrò il nome Gérald Genta nel proprio marchio. Nel frattempo, Genta avviò una ditta con il nome Gérald Charles nel 2001. Anche in questo caso vendette l’azienda dopo cinque anni. Da quel momento in poi si dedicò alla pittura, mentre un numero crescente di appassionati cominciò a notare l’eredità che il designer aveva creato nel corso dei decenni.

 

Una leggenda del design orologiero

Audemars Piguet Royal Oak Perpetual Calendar Ceramic

Audemars Piguet Royal Oak Perpetual Calendar Ceramic, Foto: Audemars Piguet

 

Gérald Genta fu la prima persona a diventare celebre nell’industria orologiera per via della sua attività di designer. In pratica si può affermare che inventò questa professione. Sorprende vedere che fino ad oggi le manifatture orologiere non citino più spesso i nomi dei designer quando presentano la storia dei propri prodotti. Eppure il nome di Genta ha decisamente influenzato il successo di modelli come il Royal Oak, il Nautilus e l’Ingenieur. Senza di lui non sarebbero certo così amati e ricercati come lo sono attualmente.

Sebbene Gérald Genta sia venuto a mancare nel 2012 all’età di 80 anni, la sua eredità è tuttora ben riscontrabile nel design orologiero contemporaneo. Basta dare uno sguardo al Big Bang di Hublot, al Laureato di Girard-Perregaux e al recente Polo S di Piaget. Questi sono solo alcuni esempi di come gli orologi moderni riflettano tuttora lo stile di Gérald Genta — e non necessariamente si può dire che sia una cosa negativa. Genta stesso disse in maniera molto schietta: “Essere imitato non mi rende triste…è piuttosto un incoraggiamento e un complimento. Se non si viene copiati si è incompetenti.”

 

 

Altre informazioni sugli orologi iconici di Gérald Genta:

Audemars Piguet Royal Oak

Universal Genève Polerouter

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