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Panerai: un mito italiano

Il grande successo della manifattura Panerai è dovuto alla realizzazione di orologi militari funzionali, precisi e resistenti. Dimensioni e design inconfondibili, così come il peculiare ponte proteggi corona, rendono questi modelli unici.

Un'estetica molto originale e dimensioni che vanno dai 42 ai 48 mm rendono gli orologi Panerai particolarmente vistosi. Lo stile dei modelli attuali si ispira ai predecessori degli anni '30-'50, periodo in cui la casa orologiera forniva strumenti subacquei alla Regia Marina Italiana. Una caratteristica particolarmente evidente dei modelli Luminor è il ponte proteggi corona, marchio di fabbrica Panerai. Si tratta di una di mezzaluna d'acciaio che preme la corona bloccandola contro la cassa a cuscino e garantendo così l'impermeabilità dell'orologio. Oltre al settore militare, le creazioni di Panerai hanno conquistato anche il grande schermo. In occasione delle riprese del film Daylight, l'attore italo-americano Sylvester Stallone commissionò la realizzazione di una serie speciale del Luminor. Anche Arnold Schwarzenegger indossò nel film d'azione Eraser un Panerai Luminor Marina.
Nel 1936 la casa orologiera lanciò il Radiomir, il suo primo orologio da polso che tuttavia ancora non disponeva del ponte proteggi corona. Officine Panerai, nome completo della manifattura orologiera, realizzò questo modello su richiesta della Regia Marina Italiana. La cassa di 47 mm di diametro si ispira a un modello Rolex di dimensioni particolarmente grandi, il Rolex Oyster. Attualmente Panerai offre quattro collezioni: Radiomir, Luminor, Radiomir 1940 e Luminor 1950. Le ultime due linee sono un omaggio ai tempi passati e presentano orologi retro, caratterizzati da specifici elementi di design. Panerai offre anche cronografi, varianti con 3 lancette e secondo fuso orario, calibri sia a carica manuale che automatica e un modello con tourbillon. Nel 1997 Officine Panerai venne acquisita dal Gruppo Richemont e dal 2002 ha sede a Neuchâtel, in Svizzera.

Panerai: continuità di design

Negli ultimi 70 anni, il design dei modelli Radiomir e Luminor è rimasto sostanzialmente invariato. Proprio questa continuità è la chiave del successo di Panerai, che può vantare una grande cerchia di amanti delle sue creazioni orologiere. Questi fan, che si autodefiniscono "Paneristi", sono stati conquistati dai resistenti orologi in acciaio con quadranti dall'ottima leggibilità, la cui estetica è rimasta per lo più immutata negli anni. Anche la forma a cuscino della cassa e i numeri arabi non hanno subito modifiche significative. Tra gli anni '30 e '50, Panerai realizzò orologi subacquei funzionali che rispondevano alle esigenti richieste dei sommozzatori della Marina Italiana. I quadranti neri, il peculiare ponte proteggi corona, le lancette e i numeri luminescenti soddisfacevano le necessità militari di allora e oggi costituiscono i tratti distintivi di questa marca.

I calibri della Manifattura Panerai

Dal 2005 Panerai può vantare lo status di prestigiosa manifattura svizzera. Fino a quell'anno gli orologi erano stati dotati di movimenti di diversi produttori, tra cui Zenith e Jaeger-LeCoultre. Tuttavia la maggior parte dei calibri veniva realizzata da ETA, uno dei più importanti fabbricanti di orologi e di movimenti al mondo, appartenente al Gruppo Swatch. I movimenti ETA più utilizzati erano il Valjoux 7750 (senza funzione cronografo) e il calibro a carica manuale Unitas 6497.
Nel 2005 Panerai realizzò il P.2002, il primo calibro di manifattura che segnò l'inizio di una nuova era. Il movimento è composto da 247 elementi, ha un diametro di 31 mm e uno spessore di 6,6 mm. I tre bariletti in serie garantiscono una riserva di carica di otto giorni. La frequenza dell'orologio è di 4 Hz, pari a 28.8000 alternanze orarie (A/h). Grazie al dispositivo di azzeramento secondi è possibile impostare l'orario con estrema precisione. La lancetta dei piccoli secondi a ore 9 si posiziona immediatamente sullo zero e indica così le ore 10. Inoltre il calibro dispone di una funzione GMT con indicatore delle 24 ore e una correzione rapida dell'ora locale. La finestrella della data è posizionata a ore 3.
Il calibro P.2003 è la versione automatica del P.2002. Il movimento è formato da 296 componenti, misura 31 mm di diametro e presenta uno spessore di 8 mm. L'aumento di 1,4 mm rispetto al P.2002 è dovuto al rotore in posizione centrale, rifinito con l'iscrizione "Officine Panerai". Questo calibro automatico ha un'autonomia di marcia di 10 giorni, ottenuta grazie a una massa oscillante che arma le molle dei bariletti ruotando in entrambi i sensi.
Il P.2004 è il primo movimento cronografico realizzato interamente da Panerai ed è particolarmente adatto ai cronografi a carica manuale. Presenta uno spessore di 8,2 mm, dovuto ai 321 elementi di cui è composto. Il calibro dispone di un unico pulsante a ore 8 che regola start, stop e reset. Proprio come il P.2002, anche il P.2004 può vantare un'autonomia di marcia di otto giorni. Altre caratteristiche di questo movimento sono la funzione GMT e l'indicazione della data.

P.2005: raffinato calibro tourbillon

La Manifattura Panerai dà prova di grande maestria orologiera con il suo calibro a carica manuale P.2005, la cui peculiarità è il raffinato regolatore a tourbillon. Questo dispositivo fu inventato all'inizio del XIX secolo da Abraham Louis Breguet per ridurre le irregolarità della marcia degli orologi da tasca, causate dalla posizione verticale. Breguet installò bilanciere, ancora e ruota di scappamento in una gabbia mobile, la cui rotazione costante annullava gli effetti della gravità terrestre. La peculiarità del calibro P.2005 consiste nella rotazione della gabbia lungo un asse perpendicolare e non parallelo a quello del bilanciere. Inoltre tale rotazione si compie in appena 30 secondi. La disposizione del gruppo bilanciere-scappamento e la velocità superiore permettono una migliore compensazione degli errori di marcia. Il movimento è formato da 239 componenti e il tourbillon è visibile sulla parte posteriore dell'orologio. Accanto a questo dispositivo è presente l'indicazione della riserva di carica di sei giorni, posizione insolita poiché generalmente si trova nella parte anteriore dell'orologio.

Tradizione orologiera dal 1860

La storia della Manifattura Panerai ebbe inizio a Firenze nel 1860, quando Giovanni Panerai aprì il primo negozio con scuola di orologeria della città. Con la sua officina, Panerai desiderava dare nuova vita all'arte orologiera dei brillanti Galileo Galilei e Leonardo da Vinci. Purtroppo è difficile risalire agli eventi iniziali dell'azienda familiare, poiché la documentazione delle Officine Panerai andò distrutta nel 1966 durante la grande alluvione di Firenze. Tuttavia sappiamo con certezza che all'inizio del XX secolo il negozio presentava l'insegna "Orologeria Svizzera" e che nel 1920 l'attività veniva gestita da Leon Francesco, figlio di Giovanni Panerai. Con Guido Panerai, nipote del fondatore, l'azienda di famiglia arrivò alla terza generazione. Inizialmente venivano importati singoli componenti di orologi svizzeri, che gli artigiani formati nella scuola di orologeria montavano e regolavano nelle officine di Firenze. In questo modo l'azienda evitava di affrontare le elevate tasse di importazione.
Agli inizi del XX secolo "l'Orologeria Svizzera" era al vertice della scena orologiera fiorentina. Oltre alla vendita di orologi di lusso di produttori come Jaeger-LeCoultre, Ulysse Nardin, Vacheron Constantin e Rolex, l'azienda si affermò come rivenditore all'ingrosso di orologi e accessori. Inoltre l'impresa si rivolgeva anche ad orefici e ad altri orologiai. Alla cerchia dei clienti di Panerai appartenevano personalità di spicco, famiglie benestanti fiorentine e perfino la famiglia reale italiana.

Collaborazione con la Regia Marina Italiana

Nel 1910 Giuseppe Panerai inviò una lettera all'ammiraglio della Regia Marina Italiana, con la quale ebbe inizio una lunga collaborazione. Inizialmente l'Officina forniva alla marina cronografi da tasca e fino al 1914 lavorò con il capitano Carlo Ronconi alla realizzazione di strumenti fluorescenti, visibili anche al buio grazie all'innovativo materiale luminescente a base di radio. Tale materiale superò diversi test della marina e le Officine Panerai iniziarono a ricevere numerose commissioni. Nel supplemento del brevetto depositato in Francia nel 1916 è documentato il riferimento al nome "Radiomir", termine derivato dalla combinazione delle parole "radio" e "mira". Negli anni successivi, Panerai fornì ai militari italiani molti strumenti, tra cui bussole, barometri, profondimetri e torce.
Già nel 1936, tre anni prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, Panerai sviluppò il primo prototipo di Radiomir, di cui produsse appena dieci esemplari. La Regia Marina Italiana testò diversi orologi subacquei di differenti produttori e infine la scelta ricadde sul Panerai Radiomir. Gli incursori del Comando del 1° Gruppo Sommergibili poterono fare affidamento sulla resistenza di questo orologio sia di giorno che di notte. Il design dei modelli attuali è rimasto per lo più invariato e presenta alcune caratteristiche di allora: cassa imponente di 47 mm, quadrante con numeri sia arabi che romani, il 12 indicato da un triangolo e il cinturino in pelle resistente all'acqua.
Nel 1938 il Radiomir diventò l'inseparabile e robusto compagno dei nuotatori d'assalto del Gruppo Gamma. Al prototipo del 1936 furono apportati dei miglioramenti, come i numeri arabi per l'indicazione degli orari 3, 6, 9 e 12. Inoltre il quadrante era costituito non più da una piastra, bensì da due sovrapposte: quella inferiore era ricoperta di vernice al radio, mentre la superiore presentava indici e numeri traforati. La luminescenza era così forte che i sommozzatori dovevano coprire l'orologio per evitare di essere scoperti. Negli anni '40 il quadrante subì ulteriori modifiche, tra cui la realizzazione di anse più robuste e resistenti sott'acqua. Inoltre la corona di carica a tronco conica fu sostituita da una a vite cilindrica. Ad animare questo modello era il calibro Cortébert 620.
Nel corso degli anni '40, Panerai sviluppò e realizzò un elemento inconfondibile del design del marchio fiorentino: il ponte proteggi corona a forma di mezzaluna. Premendo la corona e bloccandola contro la cassa, questo ponte evita che avvengano infiltrazioni d'acqua nell'orologio. Inoltre garantisce un'ottima protezione da urti e danneggiamenti. Ancora oggi il ponte proteggi corona è presente nei modelli Luminor, dotati di calibro a carica manuale Cortébert. Nel 1949 fu introdotta l'innovativa sostanza luminosa a base di trizio "Luminor", che sostituì il radioattivo "Radiomir".

Marchio italiano dal successo internazionale

La Manifattura Panerai realizza orologi dalle casse di grandi dimensioni e particolarmente vistose, che vantano un stile inconfondibile grazie al loro design funzionale e al caratteristico ponte proteggi corona. Ideati per soddisfare esigenze militari, gli orologi Panerai conquistano per la loro precisione e praticità. La fama internazionale di cui gode la marca è dovuta anche alle sue apparizioni in film d'azione al polso di attori come Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger. Nel 1997 avvenne l'acquisizione di Officine Panerai da parte del Gruppo Richemont, in seguito alla quale si aprirono per l'azienda fiorentina nuove possibilità di sviluppo e marketing. Infatti grazie alla nuova situazione finanziaria, Panerai riuscì a realizzare i primi calibri di manifattura. Attualmente i modelli Radiomir e Luminor non sono più puri orologi militari, ma godono di grande popolarità tra i più diversi tipi di clientela.

Modelli top di Panerai
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